mercoledì 24 giugno 2009

VIDEO EMBRIOLOGIA

video

Vorrei proporvi un video a mio parere abbastanza interessante che mostra in 3D quello che studiando riusciamo solo a immaginarci nella nostra mente...a chi ancora deve dare l'esame di istologia un grosso in bocca al lupo!!!

venerdì 1 maggio 2009

COMMENTO SUL CORSO

"Mi sono sempre sottovalutata in ambito informatico,non che ora mi senta un fenomeno, ma sono contenta di aver scelto questa modalità del blog,perchè ho imparato qualcosa di nuovo e interessante e, a mio parere(da principiante), non semplicissimo.Penso che nella vita bisogna sempre cercare di migliorarsi, di imparare il più possibile e di tenersi al passo con i tempi, per questo, anche se prima di accettare il compito di creare un blog ero contraria alla socializzazione in internet,ora sono soddisfatta di aver dedicato tempo a questo compito in quanto ormai ho chiaro che internet è la chiave del futuro e sono consapevole dell'importanza della comunicazione e dell'apprendimento che ognuno di noi trae dal condividere le proprie conoscenze con gli altri."

Voglio partire da questo commento che ho espresso nel questionario proposto sul corso di informatica per ampliare le mie riflessioni a tale riguardo.
Come ho già detto non sono mai stata molto favorevole all'utilizzo di internet a scopo di socializzazione e comunicazione che ritengo,invece, molto più vera e meno artefatta se effettuata "di persona".
Nonostante questo, anche se inizialmente un pò scettica a riguardo delle mie capacità in ambito informatico, ho deciso di cimentarmi nella creazione di un blog, proprio per mettermi alla prova e per vedere se la mia idea a riguardo di internet fosse cambiata in meglio.
Giunti quasi alla conclusione di questo mio percorso, posso dire di essere molto soddisfatta nell'aver intrapreso questa modalità del corso, infatti, oltre a non sentirmi più completamente estranea nell'ambito informatico,grazie ai compiti proposti, ho imparato nuovi strumenti utili per quella che sarà la mia futura professione.
Inoltre rispetto a quello che era il mio precedente pensiero, guardo con occhi diversi il mondo della socializzazione via internet, infatti, anche grazie al mio blog, sono riuscita ad approfondire meglio la conoscenza con i miei amici dell'università, imparando molto del loro carattere e della loro personalità attraverso i commenti sui loro blog(come spero che loro abbiano fatto con me) e ho scoperto l'importanza di internet come fonte di scambio di conoscenza e sapere reciproco.
In conclusione posso quindi dire che il mio commento a riguardo del corso e, soprattutto, di questa modalità, è nel complesso positivo e di ciò sono molto soddisfatta perchè all'inizio non l'avrei mai detto, ma anche questo, in piccolo, è un segno di crescita!


sabato 25 aprile 2009

IL BELLO


Il colore verde dei prati è una sensazione oggettiva, in quanto percezione d’un oggetto del senso; la gradevolezza invece è una sensazione soggettiva, mediante la quale nessun oggetto è rappresentato: vale a dire, un sentimento, nel quale l’oggetto viene considerato come oggetto di soddisfazione (e non di conoscenza). [...] Definizione del bello desunta dal primo momento: Il gusto è la facoltà di giudicare d’un oggetto o d’una specie di rappresentazione, mediante una soddisfazione od insoddisfazione scevra d’ogni interesse. L’oggetto d’una tale soddisfazione si dice bello. [...] chi giudica si sente completamente libero nei confronti della soddisfazione con cui si volge all’oggetto, per cui non riesce ad attribuire tale soddisfazione ad alcuna circostanza particolare, esclusiva del proprio oggetto, e deve quindi considerarla fondata su ciò che può presupporre in ogni altro: di conseguenza dovrà credere d’aver motivo di attendersi da ciascun altro una simile soddisfazione. Ne consegue che al giudizio di gusto si deve annettere, con la consapevolezza del suo carattere disinteressato, una pretesa di validità universale, senza che tale universalità poggi sull’oggetto; vale a dire, la pretesa ad una universalità soggettiva deve essere legata al giudizio di gusto. Definizione del bello desunta dal secondo momento: È bello ciò che piace universalmente senza concetto. [...] La soddisfazione che noi, senza concetto, giudichiamo universalmente comunicabile, e quindi causa determinante del giudizio di gusto, non può consistere in altro che nella finalità soggettiva della rappresentazione di un oggetto, senza fini di sorta (né oggettivi né soggettivi), quindi nella semplice forma della finalità nella rappresentazione con la quale un oggetto ci viene dato, nella misura in cui ne siamo coscienti. [...] Non può esservi alcuna regola oggettiva di gusto, capace di determinare tramite concetti che cosa sia il bello. Infatti, ogni giudizio che scaturisca da questa fonte è estetico, trova cioè il proprio principio di determinazione nel sentimento del soggetto e non nel concetto d’un oggetto. Definizione di bello desunta da questo terzo momento: La bellezza è la forma della finalità d’un oggetto, in quanto viene percepita in questo senza la rappresentazione d’uno scopo. [...] Che cosa sia la modalità di un giudizio di gusto. Di ogni rappresentazione posso dire che è almeno possibile che essa (in quanto conoscenza) sia legata ad un piacere. Di ciò che dico piacevole affermo che produce in me realmente piacere. Quanto al bello, si pensa che esso abbia col piacere una relazione necessaria. Questa necessità è però di natura particolare: non una necessità teorica oggettiva, per la quale si possa a priori riconoscere che ognuno proverà la stessa soddisfazione per l’oggetto che io ho chiamato bello; neppure una necessità pratica, per la quale, mediante i concetti di un volere razionale puro, che serve da regola ad un agente libero, questa soddisfazione rappresenti la necessaria conseguenza d’una legge oggettiva, e non significhi altro che il dovere assoluto d’agire in un certo modo (senz’altro intento).[...] Definizione del bello dedotta dal quarto momento: Bello è ciò che, senza concetto, è riconosciuto come oggetto d’una soddisfazione necessaria.
(I. Kant, Critica del Giudizio)

mercoledì 15 aprile 2009

MEDICAL ALGORITHMS

Come proposto dal prof, estremamente incuriosita, ho voluto osservare cosa proponesse il sito medal.org.
Devo essere sincera ed ammettere che, inizialmente, ho impiegato molto tempo a capire come funzionasse il motore di ricerca e come poter effettuare un algoritmo medico.
Come prima cosa ho deciso di iscrivermi dal momento che solo dopo essersi registrati è possibile realizzare ricerche di ogni tipo(sempre di ambito medico) ed effettuare algoritmi.
Quindi ho effettuato una semplice ricerca sul diabete e tra i 582 risultati ottenuti ho deciso di approfondire la voce inerente a una particolare forma di diabete che non avevo mai sentito nominare, nota con il nome MODY(Maturity Onset Diabetes of the Young). Aprendo la pagina, oltre a trovare indicazioni sulle caratteristiche cliniche che possono portare alla manifestazione della malattia, cliccando in alto su "online Excel" è possibile effettuare un algoritmo medico per valutare se il paziente è affetto da MODY.
Se qualcuno fosse interessato a questo argomento la pagina è: http://www.medal.org/visitor/www/active/ch13/ch13.05/ch13.05.40.aspx#ref
Nel sito sono inoltre presenti 400 algoritmi interessati da provare anche se, nel mio caso, le conoscenze a livello patologico sono ancora assai scarse.

venerdì 10 aprile 2009

IL BARATTOLO

Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire una parola, tira fuori dal cassetto un grosso barattolo di vetro vuoto e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede ai suoi studenti se ritengono che il barattolo sia pieno: gli studenti si consultano tra loro e rispondono di sì:

Allora il professore prende un sacchetto di chicchi di vetro e lo versa nel barattolo. I chicchi colorati entrano negli spazi vuoti lasciati dalle palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo adesso sia veramente pieno, ed essi rispondono ancora di sì.

Poi il professore prende della sabbia asciutta e la mette nel barattolo; lo scuote un pò e così la sabbia scende a riempire tutti gli spazi vuoti nel barattolo. Il professore chiede ancora se il barattolo sia finalmente pieno. Questa volta gli studenti sono tutti concordi a ritenerlo definitivamente pieno.

Il professore allora prende due caffè dal distributore automatico, vi aggiunge due cucchiaini di zucchero, mescola e poi versa nel barattolo: la sabbia annerisce, ma i due caffè entrano tranquillamente nel barattolo. Gli studenti si mettono a ridere per quella che sembra loro una trovata spiritosa.

Quando le risate finiscono il professore dice: "Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la nostra vita:

Le palle da golf sono le cose importanti, come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore e le cose che ci appassionano. Sono quelle cose che se anche perdessimo tutto il resto, la nostra vita sarebbe ugualmente piena.

I chicchi di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, i soldi, la macchina ecc..

La sabbia è tutto il resto: le piccole cose, il divertimento e le piccole soddisfazioni.

Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto nè per le palle da golf nè per i chicchi di vetro. La stessa cosa succede nella vita:
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energie per le piccole cose, non avremo mai tempo per le cose realmente importanti.

Fai attenzione per le cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prendi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena fuori, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per guardare la tv, per dedicarsi alle cose futili.

Occupati prima delle palle da golf, delle cose che realmente ti importano: devi stabilire le tue priorità, il resto è solo sabbia!"

Uno degli studenti alza la mano e chiede che cosa rappresenti il caffè.
Il professore sorride e dice: "Sono contento che tu mi faccia questa domanda! E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita: c'è sempre posto per due tazze di caffè con una persona amica!"

mercoledì 8 aprile 2009

RIFLESSIONE SUL COPYRIGHT

Tutte le questioni legate al copyright sono dei limiti alla conoscenza degli studenti e al loro progresso culturale. Penso che chi ha l'ingegno e la creatività di produrre opere innovative debba godere dei frutti del proprio lavoro, ma, nello stesso tempo, ritengo che la più grande soddisfazione possa essere quella di essere serviti, con il proprio lavoro, all'accrescimento della cultura degli altri. Ritengo che la frase più calzante alla mia riflessione sia:
"gli uomini non creano dal nulla bensì creano per accrescimento del creato che ciascuno di essi trova."
Infatti ogni opera e riflessione nasce da pensieri già sviluppati da altri e ciò non consiste in un'azione di "copiatura", ma in un evento che comporta un progresso a livello universale.

sabato 4 aprile 2009

SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA

Ho apprezzato molto il compito proposto dal prof dal momento che non ero a conoscenza della presenza di un motore di ricerca di ambito medico come PubMed, fondamentale per chi, come me, è appassionato di questo mondo.
La prima ricerca che ho voluto realizzare ha avuto come tema quello della SLA(sclerosi laterale amiotrofica), una malattia che proprio in questi tempi è soggetto di numerose campagne pubbliche volte a farla conoscere nei suoi aspetti più comuni, ma anche in quelli particolari e dolorosi, al fine di permettere la realizzazione di una ricerca scientifica più mirata verso questa malattia che, probabilmente, in un futuro, porterà alla scoperta di una giusta cura.
Spesso, quindi, sento giustamente parlare di questa grave malattia e mi rendo conto che la mia conoscenza di essa non è molto ampia. Ho utilizzato, perciò, questa occasione per apprendere più approfonditamente notizie a riguardo della SLA.

La definizione che viene data di questa malattia è:"la sclerosi laterale amiotrofica è una malattia neurodegenerativa che consiste nella progressiva perdita dei neuroni di moto."
La comparsa di questa mallattia porta il paziente alla perdita progressiva dei neuroni di moto centrali e periferici con esiti disastrosi per la qualità di vita oltre che per la sua sopravvivenza.
In Italia l' incidenza di questa malattia è di circa 6 malati ogni 100.000 abitanti. Generalmente si ammalano di sla individui di entrambi i sessi e di età superiore ai 20 anni. Dal punto di vista molecolare,già si conosceva che nei pazienti affetti da sla erano presenti delle caratteristiche inclusioni proteiche la cui composizione è rimasta a lungo tempo sconosciuta al mondo scientifico. Nel 2006 è stata individuata una nuova proteina, TDP-43,quale la maggior componente di queste inclusioni citoplasmatiche.
L'accumulo di TDP-43 nel citoplasma dei neuroni di moto provoca l'innesco di quel flusso di eventi che immette nella degenerazione dei neuroni di moto che portano al manifestarsi della malattia. Essendo l'accumulo citoplasmatico di questa proteina un evento attivo nel verificarsi della sla, un approccio terapeutico sulla TDP-43 potrebbe portare ad un' eventuale sconfitta della malattia.
I sintomi iniziali della sla includono brevi contrazioni, crampi oppure una certa rigidità dei muscoli; debolezza dei muscoli che influisce sul funzionamento di un braccio o di una gamba.Questi disturbi generali si sviluppano, successivamente, in forme di debolezza più evidente o atrofia. Alcuni pazienti, con la progressiva degenerazione della malattia possono andare incontro ad una insufficienza respiratoria notturna. Via via che il diaframma ed i muscoli intercostali si indeboliscono, la capacità vitale e la pressione inspiratoria forzata diminuiscono.
La ventilazione meccanica può alleviare i sintomi e prolungare la vita dei malati di sla, ma può anche proungare la sofferenza. Prima,infatti, che anche questa terapia diventi insufficiente i pazienti possono decidere di praticare una tracheotomia e attraverso questa viene attuata una ventilazione meccanica a lungo termine.
Il decorso di questa malattia è lungo e doloroso e la maggior parte di persone affette da sla muoiono in seguito ad insufficienza polmonare.